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COMUNE
DI NOICÀTTARO |
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N. 6 |
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Seduta del 03/03/2003 |
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Oggetto: |
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VERBALE DI
DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE
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Il
Presidente pone in esame l’argomento in oggetto e cede la parola al Consigliere
Dipierro, Capo gruppo dei “D.S.”, il quale considerato che non è stato
possibile discutere il documento in atti in Conferenza dei Capi gruppo, formula
una nuova proposta di documento, che illustra, ritenendo che possa favorire
l’unanime consenso del Consiglio Comunale.
Interviene
il Consigliere Pignataro D., Capo gruppo di “A.N.”, il quale dopo aver
ricordato che in merito all’o.d.g. in oggetto, durante la Conferenza dei Capi
gruppo, fece la propria dichiarazione, sostiene il principio che tutti sono
favorevoli per la Pace. Evidenzia che bisogna avere consapevolezza che l’Italia
fa parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e che non si può essere dentro
o fuori, a questo Organismo, a seconda della convenienza politica del momento.
Ciò premesso dichiara che l’o.d.g. da approvare debba contenere solo l’invito,
al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Governo italiano, di continuare
nella mediazione per evitare il conflitto.
Il Consigliere Anelli D., Capo del gruppo “Misto”, legge e consegna il documento di seguito riportato:
“Penso che come tanti altri, al solo pensare a quello che
potrà accadere quando gli Americani attaccheranno l’Iraq, mi sento attraversato
da un brivido di freddo glaciale e al tempo stesso mi fa cadere in un buio
oscuro tanto da non poter quantificare lo spavento che mi avvolge per tutto
quello che potrà procurare una guerra oggi. Sono convinto che l’unica certezza
della guerra è proprio l’incertezza. Io credo che sono proprio loro, i potenti
della terra, come Gorge Bush per primo, ad averci prospettato incertezze da
incubo. La mia ansia vorrebbe che l’orgoglio del mondo si bloccasse e che nel
Medio Oriente non accadesse niente e che tutto fosse fermo immobile. Ma la
razionalità della ragione, mi dice che questa è solo un’illusione e che bisogna
fare i conti con qualche verità che, di solito, per calmare le nostre paure,
preferiamo non ammettere.
La verità è che c’è un vero
pericolo per la pace mondiale e qualcuno molto egoisticamente, potrebbe anche
dire che se ne importa, tanto quel che conta oggi, è di non aprire un fronte di
guerra, anche se il pericolo Saddam può diventare ancora più grande.
Qualcuno riflettendo nel suo
pensiero, potrebbe trovare una risposta più o meno plausibile come: tanto
quando accadrà poi ci penseremo a risolverla con la politica e la diplomazia,
uniche armi eticamente giuste. Confesso che sono tentato di accettare questa
via d’uscita, però se mi sforzo di ascoltare la mia paura, mi rendo sempre più
conto di cadere nella trappola di un pacifismo impotente, di un pacifismo
radicale e insieme senza sbocchi.
Diciamo no ai patti con gli
Americani no alla Nato no alle guerre, ma anche a quelle contro le dittature,
perché quando un popolo è imprigionato, torturato, affamato e gassato da chi lo
tiene in pugno, allora dobbiamo sempre dire no alla guerra, ma questa è una
filosofia di vita che mi lascia frastornato forse anche sgomentato. Immaginiamo
che l’Italia sia soggiogata da un despota interno, allora mi domando? A chi
chiedere aiuto? A nessuno, questa è la risposta che sovente mi viene alla
mente. Riflettendo poi, mi rendo conto che queste sono soltanto parole,
pensieri, che investono tutti
quanti noi davanti a quanto sta per accadere. La guerra, forse, ci sarà. E se
gli Americani e gli inglesi la vinceranno con facilità, e senza imbattersi in
un altro 11 settembre, avranno avuto ragione, perché succede sempre così: chi
vince, non ha mai torto, e quindi chiamato a dettare nuove regole che forse
cambieranno molte cose, anche in Italia che non conta quasi più niente in
ambito internazionale.
Concludo dicendovi che per
principio sono contrario alla guerra, ma se la guerra è necessaria per
risollevare dall’oppressione di un tiranno che sottomette la sua popolazione,
se necessaria per riportare la tranquillità e quindi la pace, quella vera, in
tutte le terre del mondo, allora vi dico che il mio voto a quest’ordine del
giorno non può che essere di astensione”.
Il
Consigliere Cricenti, Capo gruppo di “F.I.”, dichiara: “Per principio sono
contraria a qualsiasi forma di violenza, quindi parlare di guerra mi riempie
oltre che di tristezza di angoscia. Certo si può fare ancora molto per
fermarla, per evitarla, non mandiamo soldati ma mandiamo 1000 commissari a
controllare per controllare meglio e in profondità. Faremo prima? Certo se con
la nostra letterina riuscissimo ad ottenere un piccolo risultato io sarei la
prima a firmarla, ma pensiamo veramente di poter evitare il conflitto con il
nostro dissenso. Detto questo mi auguro che il buon senso prevalga sulla
vendetta e che la diplomazia abbia la meglio su una strage”.
Il
Consigliere Moretti, Capo del gruppo “l’Altra Noicàttaro” dà lettura della
seguente dichiarazione: “Per la pace voglio ripensare e considerare ciò che
affermò Giovanni XXIII nell’Enciclica “Pacem in Terris” in cui individuava i
quattro pilastri su cui basare una convivenza ordinata e pacifica: verità –
giustizia – amore e libertà.
Quindi il sì alla pace comporta una serie di “no”: “no”
all’ingiustizia, “no” ai regimi e alle dittature, “no” al terrorismo
internazionale, “no” allo squilibrio nello sviluppo sociale, culturale ed
economico del mondo quindi: il “no” alla guerra unilaterale e solo,
verificate ed espletate ogni altre possibilità, e sempre nel rispetto di
rigorose condizioni che l’O.N.U. potrebbe stabilire.
In questa crisi l’O.N.U. deve finalmente dimostrare di
svolgere quel ruolo di “governo mondiale” cui troppe volte ha abdicato”
Il
Consigliere Pignataro R., del gruppo “l’Altra Noicàttaro”, fa notare che la
modifica del documento, chiesta dal Capo gruppo dei D.S., per altro formulata
all’ultimo momento, rafforza ancor più le sue convinzioni. Si parla di un
attacco dimenticando che c’è stato un altro precedentemente e dimenticando che
Saddam Hussein ha violato le risoluzioni dell’O.N.U.. Condivide la
considerazione del collega Pignataro D. che nessuno, per principio, possa
essere favorevole alle Guerre ed evidenzia che lui non condivide gli atteggiamenti
di coloro che, in nome del pacifismo, svolgono azioni che vanno a dare forza a
Saddam. Considera che la Pace va costruita e mantenuta e fa notare che anche il
Presidente della Repubblica ha detto che, purtroppo, c’è una Pace che va difesa
con le armi.
Il
Consigliere Anelli F., del gruppo “Nuova Città”, ritiene che il Governo
italiano non sia credibile quando si propone come mediatore di Pace in quanto
la mentalità della pace non può essere disgiunta dal rispetto degli altri e
dall’amore per gli altri. Sostiene che questo Governo non possa rappresentare
la Pace perché è un Governo che semina odio e malcontento – cita ad esempio
l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori - ed evidenzia che la moltitudine della
gente che è scesa nelle piazze, a manifestare per la Pace, ha chiesto il
rispetto della vita e non ama la violenza. Quindi no alla guerra senza “se” e
senza “ma”.
Il
Consigliere Liturri F., del gruppo “Nuova Città”, considera che può anche
essere vero che scendere in piazza non serva a nulla, ma è anche vero però che
occorre cercare i modi di risolvere i problemi in maniera non violenta. La
gente che dimostra pensa e crede che ci possono essere altre soluzioni per
evitare che non ci siano più vittime.
Il
Consigliere Dipierro, prende atto che sul tema della Pace la politica si divide
in modo diverso, a seconda delle idee di ciascuno. Considera che il Consigliere
Pignataro R. ha posto ben in evidenza le differenze politiche esistenti tra il
centro destra e il centro sinistra e fa notare che il popolo americano non
condivide che si debba fare la guerra all’Iraq, così come non lo condivide il
nostro popolo che è contro la guerra.
Il
Consigliere Pignataro R. preso atto dell’intervento del Consigliere Dipierro,
ritiene strumentale la posizione antiamericana, che non condivide, e ricorda
l’assenso dato dal Governo Dalema per la guerra contro il Kosovo. E’
dell’avviso che questo Governo sbaglierebbe se appoggiasse una guerra senza il
consenso dell’O.N.U., unico organismo che possa dare avallo ad una guerra
difensiva. Ciò premesso, invita a formulare diversamente il documento se si
vuole ottenere il consenso unanime del Consiglio Comunale
Il
Consigliere Pignataro D., evidenzia che alcuni interventi stanno trattando
problematiche, vedi l’art. 18 a cui si è riferito il Consigliere Anelli F., che
nulla hanno a che vedere con un documento che ha quale tema la Pace. Considera
che se la guerra la dovesse decidere l’O.N.U. l’Italia non potrebbe escludersi.
Infine dichiara che non avallerà nessuna proposta di documento.
Il
Consigliere Latrofa V.A., Capo gruppo del P.P.I., ritiene che un contributo lo
si potrebbe dare se nessuno si irrigidisse sulle proprie posizioni politiche.
Non sarebbe difficile inventarsi qualsiasi frase sulla Pace e avere ragione.
Ciò premesso propone di mandare un semplice segnale, al Governo e al
Parlamento, che racchiuda il concetto che il Consiglio Comunale di Noicàttaro
vuole la Pace. Ci si adoperi perché ciò avvenga.
Presa
la parola il Sindaco, Giovanni Parisi, ritiene che il documento debba avere un
contenuto. Non deve essere un atto che non dica nulla. Evidenzia che gli
emendamenti proposti dal Consigliere Dipierro favoriscano un’intesa comune. Vi
è nel documento il riferimento alla Carta Costituzionale il cui art. 11 dichiara
che “l’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie
internazionali”. Fa notare che il Santo Padre, si sta fortemente impegnando
nella causa per la Pace, con un’azione strategica, raffinata e concreta, che ha
persino diviso le nazioni “andando nello Statuto dell’O.N.U.”.
Si parla di guerra a scopo
umanitario e di guerra difensiva. Tutte invenzione degli ultimi tempi. Nulla di
questo è previsto nello Statuto dell’O.N.U..
Non può l’America decidere, da
sola, di aggredire un altro Stato. Nessuno gli ha dato mandato per fare il
gendarme del mondo. Queste iniziative di guerre avvengono per interessi
commerciali legati, prevalentemente, alle industrie belliche.
La posizione del Governo italiano,
sulla vicenda in oggetto, è apparsa molto ondivaga. Probabilmente, il
Presidente del Consiglio, avrà ignorato i sondaggi. Ha dovuto fare marcia
indietro dopo aver visto l’atteggiamento del mondo. Con le sue scelte,
Berlusconi, ha diviso l’Europa. Anche quanto gli Stati Uniti avevano assunto la
determinazione di attaccare l’Iraq senza l’avallo dell’O.N.U. è andato in
America a fare professione di fede. Ha contribuito a dividere l’Europa firmando
il famoso documento degli otto.
L’Europa è un organismo importante
che ha la forza di poter dialogare, alla pari, con gli Stati Uniti perché è un
continente che non ha bisogni dell’aiuto di altri.
Quello di cui trattasi è un
conflitto che, se dovesse attuarsi, costituirebbe un pericolosissimo
precedente. Allo stato attuale solo un miracolo potrebbe far desistere dalla
guerra. E’ la ragione per cui il Papa ha invitato tutti ad osservare una
giornata di digiuno.
Esce
il Consigliere Cricenti. Presenti 17 Consiglieri.
Il
Consigliere Latrofa V.A., concorda con il Sindaco che solo un miracolo potrebbe
fermare la guerra e ribadisce che bisogna fare un documento che proponga
semplicemente che ci sia la Pace perché la guerra non produce fatti positivi
per nessuno, senza fare i distinguo delle ragioni in quanto, ognuno di noi
potrebbe addurre a motivazioni diverse.
Il Consigliere Pignataro R. è
preoccupato per lo spirito di antiamericanismo che aleggia. Ritiene che
l’Europa non sia stata divisa dal centro desta italiano, ma dalla Francia e
dalla Germania. Fa notare che il Santo Padre parla di Pace non solo per l’Iraq
ma anche per tante altre situazioni conflittuali esistenti nel mondo, che non
stanno avendo tanta eco.
Il
Consigliere Moretti sostiene che qualsiasi decisione dovesse assumere l’O.N.U.
l’Italia dovrà accettarla.
Il
Presidente, ritenendo che il valore della Pace avrebbe favorito il superamento
di qualsiasi problema, era convinto che il Consiglio sarebbe giunto
all’approvazione di un documento comune. Ricorda di aver convocato anche
un’altra riunione della Conferenza dei Capi gruppo perché tutti potessero dare
il proprio contributo nello stilare il documento e s’interroga se è ancora
possibile trovare un’intesa che porti all’approvazione unanime dell’o.d.g. in
questione.
Il
Consigliere Pignataro R. evidenzia che l’intesa è possibile raggiungerla solo
se il documento contenesse la seguente telegrafica posizione: ”Siamo contro la
guerra. Siamo a favore della Pace”.
Il
Consigliere Dipierro ribadisce la propria proposta di documento e chiede che
venga posta in votazione.
Chiusa
la discussione.
Il
Presidente pone in votazione palese il documento proposto dal Consigliere
Dipierro ed accerta il seguente risultato: Voti favorevoli 11 e voti contrari 6
(Moretti – Pignataro R. – Borracci – Latrofa V.A. – Pignataro D. – Anelli D.)
SENTITA e fatta propria la proposta del Consigliere Dipierro.
SENTITI i vari interventi.
PREMESSO CHE:
- la situazione internazionale evolve nella direzione di un possibile conflitto in nome della lotta al terrorismo internazionale;
- un simile attacco avrebbe un effetto devastante nei
confronti della popolazione civile dell’Iraq che è sottoposta, sin dall’agosto
del 1990, ad uno degli embarghi più intransigenti che la storia recente ricordi
e al duro regime dittatoriale di Saddam Hussein.
- l’eventuale azione militare nei confronti dell’Iraq
offrirebbe, indirettamente, nuovi pretesti e nuova linfa proprio al terrorismo
internazionale che si dice di voler combattere;
- un simile conflitto sarebbe al di fuori della legalità
internazionale e sancirebbe la fine definitiva di ogni ruolo per l’ONU;
- la Puglia sarebbe coinvolta direttamente nel tragico
conflitto;
CONSIDERATO CHE:
- la Costituzione Italiana all’art. 11 dichiara
solennemente: “l’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie
internazionali”;
- la dichiarazione di guerra viene assunta in violazione
con quanto disposto dalla Carta delle Nazioni Unite e in contrasto anche con il
pensiero più tradizionale della dottrina morale cristiana;
- il Santo Padre e i Vescovi italiani hanno negato con
fermezza l’uso della violenza quale strumento di risoluzione dei conflitti
schierandosi nettamente contro ogni forma di guerra;
- i Missionari Comboniani a conclusione del “Giubileo
degli Oppressi 2002” e Pax Christi Italia hanno diffuso i loro appelli contro
qualsiasi attacco militare all’Iraq in sintonia con il messaggio dei Vescovi
Pugliesi del 1989 “Puglia Arca di Pace e non Arca di guerra”.
VISTO l’esito della su esposta votazione
- ai Parlamentari Europei e a tutte le istituzioni europee di intensificare l’opera di mediazione tra le parti e scongiurare il conflitto;
- alle donne a
agli uomini che siedono nei due rami del Parlamento di non dare il proprio
consenso ad un eventuale coinvolgimento dell’Italia nel conflitto che si va
preparando;
- al Presidente
del Consiglio e ai componenti del Governo del nostro Paese di adoperarsi in
tutti i modi nel contesto internazionale e nelle alleanze di cui siamo parte
per far prevalere lo spirito del nostro dettato costituzionale;
- al Sindaco di
comunicare il presente ordine del giorno alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri, alle Presidenze dei due rami del Parlamento e alla Presidenza della
Commissione Europea.
Interviene il Consigliere Pignataro
R. il quale chiede che venga dichiarato, ufficialmente, che il Comune di
Noicàttaro è contrario alla guerra e a favore della Pace e che fa voti, ai
nostri parlamentari, perché siano operatori di Pace nelle sedi opportune.
Il
Presidente pone in votazione palese la richiesta del Consigliere Pignataro R.
ed accerta l’unanime consenso dei 17 Consiglieri presenti.
VISTO l’esito di quest’ultima votazione,
- che il Comune di Noicàttaro è contrario alla guerra e a favore
della Pace.
- ai
Parlamentari italiani, nazionali ed europei, affinché siano operatori di Pace
nelle sedi opportune.
A conclusione dell’argomento si
allontana il Consigliere Pignataro D.. Presenti 16 Consiglieri.